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5 maggio 2018

El Clásico

Leggendo il titolo con il richiamo alla nota rivalità calcistica della Liga spagnola, immagino che i miei venticinque lettori (si, lo so, con questa il povero Manzoni si starà rigirando nella tomba) si staranno chiedendo 'Ma si è montato la testa?', 'E' uscito di melone?', 'Ferma qui il 94?'. Ma ditemi voi, come non possiamo inorgoglirci se l'ormai storica sfida fra Ruphillies e Strappados ha varcato i confini nazionali? Proprio l'altro giorno il Pais titolava 'La rodilla traiciona a Biagio' con un approfondimento sui problemi fisici del lanciatore degli arancio, non da meno El Mundo che in prima pagina scriveva 'Comienzo chispeante de Brèv Lig' tutto dedicato alla storica rivalità fra i due club. Più defilato, in terza pagina, El Diario Vasco scriveva un'interessante introspettiva sull'inizio della Brèv Lig, con titolo 'Vamos a empezar con el Clásico'.
A questo punto i miei duevirgolacinque lettori (ok, Manzoni non se l'è bevuta e si rigira di nuovo) lamenteranno: 'Sicuro di aver letto bene? Magari il tuo spagnolo è un po' arrugginito...' Ma su questo mi sento di potervi rassicurare: il mio spagnolo non è arrugginito, non ne ne so proprio mezza parola.
Per non perdere i miei zerovirgolaventicinque lettori (si, ho capito... Manzoni, tomba, rigirarsi...) passo quindi alla descrizione 'tecnica' del settimo. L'edizione nomiricordoilnumero della sfida è andata agli archivi con una vittoria dei rossi, ma di questo, come ormai sapete, leggerete presto l'articolo tecnico della Maggie. In questa rubrica, come ormai noto, ci occupiamo della vera natura del nostro campionato, cioè il cibo. La serata era piuttosto critica su questo fronte, infatti le previsioni meteorologiche incerte hanno dissuaso tutti i partecipanti da slanciarsi in avventure culinarie epiche. Nonostante ciò il settimo è stato di tutto rispetto: salamini, formaggi, e l'immancabile accoppiata focaccia-salsina hanno allietato i partecipanti. Ma il clou è stato al momento dei dolci: i Ruphillies hanno sfoderato una sbrisolona d'antologia, noi abbiamo risposto tirando fuori dal cesto una bottiglia di rosso perfetta per tocciare la sbrisolona, sancendo anche negli abbinamenti culinari l'armonia e l'amicizia che ci legano.

21 aprile 2018

Strappados vs Vegani 10 - 0

Dopo le 'fatiche' invernali con la sadica Maggie a guidare gli allenamenti, che a confronto il Marchese De Sade era una dama di compagnia, una serata in relax ci voleva. Peccato non sia potuta venire all'ultimo Mea, così avremmo potuto immortalare anche lei, il nostro ultimo acquisto, nelle fotografie della serata (un ringraziamento a Vincenzo per le foto, con particolare menzione a Michele seduto al suo fianco che controllava non premesse il tasto cancella sulla macchinetta fotografica come l'ultima volta).
Dispiace per il popolo vegano, anche ieri sera uscito tramortito dalla prestazione gagliarda dei nostri 'giovanotti', che quando l'allenatrice chiama a raccolta per sudare hanno mille malanni, ma appena si apparecchia la tavola con il maiale ritrovano le energie dei vent'anni.
Martedì ultimo incontro amichevole di preparazione al campionato e poi si comincia, sperando che il tempo sia clemente con le nostre povere articolazioni scricchiolanti.





5 ottobre 2017

Dustbins vs Strappados - Il Postpartita

Sembrava fatta. Certo, noi non c'eravamo sprecati: focaccia, salsina, salamini, birra, ecc. Insomma, l'ordinario. Ma gli avversari sembrano presentarsi al settimo a mani vuote. E subito ci si dà di gomito. Evvai!, sussurrano i più arditi, si vince a mani basse.
Poi, senza preavviso alcuno, mentre gli arancioni già precocemente stappavano entusiasti bottiglie di Cannonau e Lambrusco, il cui abbinamento da solo varrebbe una condanna penale oltre al ritiro preventivo della patente, ma sorvoliamo, si leva una voce dalla panchina avversaria (si, lo so, si chiamerebbe dugout, ma io odio i termini lessicali presi dalla lingua della perfida Albione, poi siamo in tempi di brexit e quindi che si levino...) "Aspettate un momento che stanno arrivando"
Brivido di paura e di eccitazione contemporaneamente: che abbiano ancora il pollo fritto? Impossibile, tranquillizza subito tutti Fabrizio, l'ho mangiato tutto l'altra volta! Ma lo stesso si diffonde il panico fra gli Strappados. Si diffondono quindi nell'ordine le seguenti voci:

  • I Bidoni hanno esaurito i polli di Minerbio e hanno saccheggiato gli allevamenti di Granarolo. Il tempo di spennare il bottino e parte la frittura.
  • C'è un furgone 850T della Fiat pieno stipato di pollo fritto, bloccato sulla Via Emilia da un sit-in di galline razza Braekel che protestano esibendo cartelli come "Fritti se li pigli, son più buoni i conigli", "Sono allergica alla pastella" e "Ma friggiti tua madre". Infine uno sparuto gruppo esibisce il cartello "L'uovo è mio e lo gestisco io" ma si tratta di galline femministe di razza Livornese aggregate alla manifestazione solo per far casino.
  • I Bidoni hanno acquistato un TIR pieno di spinacine AIA e adesso le stanno scongelando nel capolinea del 27 sopra il motore diesel di un Breda-Menarini in servizio notturno, con la compiacente complicità dell'autista del bus corrotto con una doppia porzione di cotolette.

Alla fine la realtà, come sempre accade, supera di molto la fantasia, nel senso che la realtà va piano e lontano, mentre la fantasia esce di botto alla prima curva, un po' come la Ferrari per capirci. E la realtà è semplicemente che i Bidoni hanno spedito un manipolo dei loro in una pizzeria da asporto dei dintorni e sono tornati carichi di metri di gustosissima pizza calda bollente, con cui abbiamo festeggiato la conclusione della stagione.

26 settembre 2017

Strappados vs Dustbins - Il Postpartita

Sottotitolo: Strappados vs Pollo Fritto
Sotto-sottotitolo: BURP!


Ci sono battaglie che non puoi vincere. Si tratta di scontri epici, di combattimenti fra forze così squilibrate da non lasciare spazio ad alcuna possibilità di vittoria.
Quando ti trovi in una situazione del genere e fai parte della fazione predestinata alla sconfitta, hai davanti solo due opzioni: un'onorevole ritirata, o l'imperitura gloria.
Con la ritirata ottieni, certamente, una nuova possibilità di rivincita, ma se vai incontro al tuo destino la fine del cammino è la memoria imperitura dei libri di Storia.
Non si è ritirato Leonida con i suoi 300 Spartiati alle Termopili di fronte alle centinaia di migliaia di persiani di Serse.
Non si è ritirato il marchese di Cardigan alla testa della Brigata Leggera a Balaklava di fronte alle batterie russe.
Da venerdì sera si potranno annoverare nel ristretto Olimpo degli eroi anche il manipolo di Strappados, che con uno slancio di autentico coraggio sono caduti sul campo.
Come non potranno i poeti cantare le nostre gesta? Alcune immagini resteranno scolpite nei libri di Storia: Mirko che brandisce la sua salsina, io che impugno fieramente la focaccia e Maggie, commovente nel suo sforzo, che sfodera con una mano il rotolo di pizza peperoni e wurstel, mentre nell'altra stringe un salame di cioccolato.
Eran trecento, eran giovani e forti... e sono morti
Noi eravamo un po' meno di trecento, ma siamo caduti con altrettanto onore. Ho ancora negli occhi l'immagine di Fabri, circondato da perfide alette di pollo in dorata e croccante impanatura, ferito ormai mortalmente, ma che ancora ha la forza di menare morsi a destra e a manca. Che dire, poi, di Vincenzo, soffocato dalla salsa russo-domenicana? Non possiamo poi dimenticare le ultime, toccanti parole di Giorgio "A pignata da cuminia non bugghi mai." 1

1 Non siamo ancora riusciti a comprendere il significato; abbiamo sottoposto la frase a due campioni di calabrese estremo ed appena ci daranno lumi vi daremo la traduzione.

13 settembre 2017

Strappados vs Ruphillies - Il Postpartita

Voglio subito avvertire i miei affezionati lettori, che a giudicare dalle statistiche sono mio fratello, mia sorella e, di rado, mia moglie, che questo è un articolo sdolcinato, assolutamente inadatto per diabetici e, più in generale, per persone in sovrappeso.
L'apertura non può che essere dedicata al nostro arbitro, professionale e autorevole come solo chi è nato nella patria del baseball sa esserlo. Il suo operato è stato sicuramente reso meno gravoso dall'atteggiamento dei giocatori, corretti e mai polemici, situazione per niente scontata neppure nello sport amatoriale. Anche da questi particolari traspariva la reale motivazione delle due squadre. Ieri sera siamo tutti scesi in campo per dimostrare di essere i migliori, nel senso più sportivo del termine, e i migliori non contestano le decisioni dell'arbitro, in generale, tanto meno quando sono prese con assoluta imparzialità e professionalità. Com'è naturale in una partita tirata, ci sono state situazioni di difficile interpretazione, quelle in cui ci si divide al cinquanta per cento fra 'salvo' e 'eliminato', ma è per quello che serve un arbitro: prendere una decisione univoca quando le due opzioni possibili hanno pari sostenitori e non necessariamente divisi secondo la squadra di appartenenza, almeno a giudicare dalle discussioni sviluppatesi nella nostra panchina, sottovoce per non rischiare d'incrinare la delicata bolla di concordia che avvolgeva il campo.
Siamo scesi in campo per dimostrare di essere i migliori, dicevo poco innanzi, e il risultato più bello è stato scoprire di non esserlo, ma di essere tutti sullo stesso piano, accomunati per spirito combattivo e lealtà, che costituiscono l'essenza di cui è costituito lo sport. Il risultato più bello, dopo una partita così tirata e combattuta, sono stati i sorrisi e i brindisi di tutti i partecipanti.

6 settembre 2017

Strappados vs Calzini Rossi - Il Postpartita

Sottotitolo: Il Vegano ti dà una mano

OK, lo ammetto: le polpette di quinoa e lenticchie non sapevano di molto. Capita. Per fortuna che c'era la salsina di Mirko ed erano l'unica cosa tocciabile. Che poi, a rigor di logica, di tocciabile c'era anche il rotolo di pizza ai peperoni di Maggie, ma quello  era buono da solo ed era un peccato usarlo in sostituzione della crescenta, anche se qualche golosone ci ha provato. Le polpette di quinoa, invece, con la crema di lenticchie e l'impanatura con una pastella di acqua e farina di semola, girate infine nella farina di mais, erano perfette.
Per fortuna avevo fatto anche delle altre polpette, di miglio e ceci, medesima impanatura, che avevano decisamente più sapore e mi hanno permesso di non fare una figura completamente peregrina.
Me ne torno quindi nel mio antro a provare altri intrugli, sperando nelle prossime uscite di non intossicare nessuno.

13 luglio 2017

Strappados vs Dustbin - il Postpartita

La tenzone sportiva si è appena conclusa e partono le schermaglie gastronomiche.
Claudio mi dà di gomito​ per attirare la mia attenzione, poi mi domanda:
"Secondo te ce l'hanno?"
Mi guardo in giro provando a fare il disinvolto, ma la tensione è al massimo.
"Non lo so. Non la raccontano giusta."
Stiamo ovviamente parlando del famigerato pollo fritto, ma facciamo attenzione a non nominarlo per rispetto verso il povero Fabri, cui basta sentire "pollo fritto" per reagire come il cane di Pavlov. Quando aprono il borsone e ne escono solo buste di salumi affettati ed altri prodotti confezionati, parte la ola: stavolta li schiantiamo! Mirko sfodera la salsina piccante, sulla cui ricetta si rincorrono miti e leggende, una delle più popolari la vuole risalente all'invasione della Grecia da parte di​ Dario e secondo questa leggenda Filippide, dopo averne assaggiato un solo cucchiaino, avrebbe coperto la distanza fra Maratona ed Atene in un quarto d'ora scarso, Maggie sfodera un paio di creazioni culinarie di tutto rispetto, Robbie affetta il salame ed io estraggo dal sacchetto la focaccia già tagliata. Un tripudio.
Particolare entusiasmo ha accompagnato la scoperta che la salsina di Mirko si sposava in modo delizioso con la mia focaccia. In realtà si tratta di un fenomeno noto alla chimica, di cui vi accennerò una breve descrizione in attesa che l'esimia collega  Maggie, con il suo bagaglio culturale accademico, ci offra una più completa ed accurata spiegazione.
Quello che anche i profani hanno potuto constatare è che la mollica della focaccia s'imbeveva profusamente del sugo della salsa, grazie all'operazione tecnicamente nota come "tocciamento" e consistente nell'immersione, ripetuta anche più volte, del pezzo di focaccia all'interno della salsa. Ciò che i profani non sanno è che le catene molecolari dei carboidrati, contenuti nella focaccia, reagiscono con l'acido octadecatetraenoico, presente in abbondanza nella salsa, secondo un processo noto come "lotirasututto" dal nome del chimico neozelandese che per primo ha spiegato il fenomeno [Henry Lotiras Ututto III - 1894/1963]. Se la spiegazione della facilità con cui la mollica della focaccia assorbe il sugo della salsa è relativamente recente, molto più antica è la comprensione del fenomeno associato alla gradevolezza al palato del composto così realizzato. Già nel diciottesimo secolo si era ipotizzato che il composto in oggetto avesse la capacità di stimolare le papille gustative, ma le primitive conoscenze in campo chimico non hanno permesso agli studiosi di andare oltre ipotesi generiche. Oggi sappiamo che la stimolazione delle papille avviene grazie ad una biomolecola appartenente alla classe dei polinsaturi e chiamata "maquantebono" dal nome del celeberrimo chimico irlandese, con antenati scozzesi, Mac Want'è Bono [1941/-], molto noto nell'ambiente universitario per essere il pro zio del cugino di terzo grado del famoso cantante.
Avendo poi innaffiato il tutto con varie birre ed una boccia di Cannonau, ci siamo accorti che l'ora s'era fatta tarda, il tasso alcolemico sufficiente a mandare fuori scala il più perfezionato degli etilometri, così abbiamo deciso che poteva anche bastare e ci siamo ritirati in buon ordine.

11 luglio 2017

Strappados vs Dustbins - Il Prepartita

Bene, ci siamo. Stasera li affronteremo di nuovo. Sarà durissima.
Sono settimane che ci alleniamo intensamente. Allenamenti diversificati per non lasciare nulla d'intentato.
Puntiamo sullo spirito di squadra, sulla coesione fra i reparti, sugli spunti individuali.
Mirko è stato caricato dal coach. Spetta a lui il compito di partire.
Poi toccherà a Diego.
Ma non abbiamo nemmeno trascurato le coperture, che spetteranno a Maggie e Robbie.
Nemmeno io posso tirarmi indietro e mi toccherà il ruolo più ingrato.
Perciò il piano è questo:
Mirko riempie il frigo di birre, vino e salumi.
Diego stappa.
Robbie affetta.
Maggie ai fornelli.
Io faccio la focaccia.
Un gran bel piano, non c'è dubbio, però... se loro tirano fuori il pollo fritto siamo spacciati!

28 giugno 2017

Brèv Lig: prepartita Pocos Locos vs Strappados

Nel quartier generale degli 'Strappi' l'atmosfera è più rilassata del solito. Stasera, dopo la partita, invece dell'ormai consueta umiliazione in quel che fu nostra incontrastata specialità, il settimo come avrete senz'altro già compreso, i padroni di casa hanno proposto "tutti in birreria". E lì, a dio piacendo, ci facciamo ancora rispettare, tanto che in molti pub della zona, quando ci vedono passare corrono a nascondere i fusti della birra.
Ma nuvole scure si agitano sul cielo Strappato. Non si tratta di un aulico simbolismo del vostro amato autore, bensì di nuvolacce, nere da far paura, che si sono date appuntamento proprio oggi e minacciano di rovesciare l'iradiddio in terra.
Ovviamente il pensiero corre subito alla nuova divisa: e se con la pioggia, che signora mia lo san tutti è acida di brutto, mi si stinge? O peggio ancora mi si restringe? La maglia nera attillata sfila che è una bellezza, ma una maglia grigia corta? Questa è una proiezione in computer grafica del possibile aspetto di uno Strappato con maglietta ristretta e stinta.


21 giugno 2017

Strappados vs Calzini Rossi (il Glam)

Serata importante ieri sera, perché scendono al Poiana i Calzini Rossi e si ripropone l'eterno dilemma: cosa ci mettiamo? L'arancione proprio no, che con il rosso degli avversari sembriamo la copia scolorita, quella della serie: "Amore scusami! Come potevo sapere che la tua divisa lavata a 180 gradi con candeggina, bicarbonato e smacchiante poi scoloriva?".
Quindi scelta obbligata: divisa nera. Anche se, con la divisa nera va il pantalone bianco, uguale a quello dei Calzini... e se poi il loro è più bianco del nostro? Per farla breve, siamo entrati in campo tutti nervosi in preda ad ansia da prestazione.
Il più nervoso era Fabri perché il coach aveva deciso di provarlo sul monte. Possiamo capirlo, nessuno lo aveva avvertito e nel pomeriggio, durante la consueta seduta preparatoria dall'estetista, aveva rifiutato la manicure perché tanto giocando terza base non ci fa caso nessuno. Ma salendo sul monte è tutto un altro paio di maniche, si rischia di fare la figura dello sciattone, di quello che esce di casa con il primo straccetto indosso. Per fortuna i nostri avversari sono dei signori e nessuno glielo ha fatto notare.
Finita la partita si stempera la tensione: anche questa volta sono riuscito a tenere i calzoni puliti, nonostante per la prima volta quest'anno abbia fatto il giro completo delle basi, la birra e il lambrusco sono alla temperatura ideale e coach Marco è incavolato (nessuno ne capisce il motivo, ma ormai lo consideriamo un rito scaramantico). Probabilmente era giustamente indispettito per la mise en place del settimo inning. Mancava il centro tavola, la ciotola per riporre gli stuzzicadenti usati e, orrore, mancavano addirittura gli stuzzicadenti. Quando poi ha visto Mirko mescere il lambrusco privo dei guanti bianchi d'ordinanza, a momenti gli saltavano le coronarie.